Per un pugno di codice

Ivan Zanon

DATA: 25 Marzo 2016

Sono diversi anni che sviluppo per il web e ricordo ancora la prima tecnica che mi hanno insegnato, il layout a tabella che mi faceva sentire più artigiano di vetrate che programmatore.

Per prima cosa si realizzava la grafica poi la si sezionava in tante parti:  header con logo, bottoni di navigazione almeno tre (prima del click, con mouse over e dopo click) eventuali altri bordi ed immagini, insomma nei momenti più fortunati ci si ritrova con una media di 30-40 immagini.

Una volta riordinate tutte queste immagini bisognava creare un telaio dove inserirle ed ecco che si faceva ricorso alle tabelle in HTML dove ogni cella veniva riempita con un immagine, questa tecnica non permetteva molti exploit di grafica una volta sezionata l’immagine di partenza a parte qualche piccola regola CSS per impostare colori di sfondo, eventuali bordi e margini.

I più temerari ritenendo che l’effetto roll-over con Javascript sui bottoni di navigazione fosse troppo sobrio, per dare animazione e movimento alla pagina faceva ricorso ai filmati in FLASH portando l’utente all’esasperazione per le troppe animazioni in loop continuo.

Queste pagine venivano chiamate statiche in quanto una volta che si riusciva a far combaciare tutte le immagini non le si toccavano più per anni.

Con il passare del tempo il layout a tabelle è stato sostituito con il layout a box e l’uso dei tag div: sembrava finalmente di avere la strada in discesa in realtà era ricominciata la salita, l’uso massiccio di CSS permetteva di realizzare grafiche più semplici da programmare ma per un problema di compatibilità tra i vari browser si era costretti a provare le pagine su più browser e su più sistemi operativi, obbligandoci ad aggiungere e modificare stili CSS per rendere la pagina più simile alla grafica di partenza, per sperimentare nuove tecniche si creavano file ad HOC in base al browser dell’utente.

Le animazioni in FLASH sono diventante sempre più rare anche perché al grande fratello Google non piacciono, si è preferito dare spazio ad animazioni sugli elementi della pagina con l’uso di script javascript per rendere più semplice e fluida la navigazione.

I browser lentamente si sono allineati nell’uso delle regole CSS semplificandoci il lavoro e permettendoci almeno momentaneamente di dormire sogni tranquilli, ma un’altra minaccia incombeva sulle ore di sonno di noi sviluppatori, il RESPONSIVE design. L’aumento dell’uso di smartphone e tablet  ci ha obbligati a progettare siti web che si adattano allo schermo del dispositivo… sembra facile, ma viste tutte le combinazioni possibili si è costretti a studiare e realizzare le grafiche partendo da una risoluzione di 320px fino a 1200px creando regole ad HOC (media query) che spostano, nascondono  e visualizzano elementi nella pagina in base alla risoluzione del dispositivo.