Musica e Creatività: quando la copertina di un album diventa arte

Carlo Caldonazzo

DATA: 4 novembre 2015

La musica, una delle poche cose al mondo capace di unire persone diverse, annullare le differenze e trasmettere emozioni attraverso una semplice nota sospesa sul pentagramma.


Essa stessa rappresenta un’unione. Unione tra arrangiamenti, strumenti musicali, testi e diverse sonorità.
Da sempre è fonte d’ispirazione, di espressione, gioia e creatività.

Ma a parte tutto questo su cui potremmo discutere per giorni, ogni album possiede una propria cover unica ed originale.
Personalmente, adorando scartabellare tra i polverosi vinili delle “fiere del disco”, ho potuto apprezzare album sconosciuti accompagnati da incredibili copertine. Talvolta il contenuto musicale è risultato di pessimo livello, ma la copertina da sola è valsa l’acquisto trasmettendo visivamente tutta un’altra emozione.

È vero infatti che da oltre 50 anni, molti degli album che hanno segnato un’epoca sono indiscutibilmente legati ad una copertina che definire artistica è dir poco, diventando in certi casi delle vere e proprie icone nell’immaginario collettivo. Musica, fotografia, moda e grafica, in un’unica parola, arte.

A partire dalla banana inserita sul primo album Velvet Underground & Nico (‘67) dell’omonimo gruppo e disegnata da un certo Andy Warhol, sino ad arrivare al corpetto in pelle nera D&G che Madonna indossa sulla copertina di Hard Candy (2008). Le immagini di copertina hanno da sempre contribuito a creare dei veri e propri cult.

The Velvet Underground

Altra icona creata sempre dal genio di Warhol è Sticky Fingers dei Rolling Stones (’71). La foto dei jeans “zona bacino”, che per la cronaca non è di Jagger anche se tutti pensano che lo sia, è decisamente uno scatto senza tempo è ed un simbolo generazionale.

Potremmo dilungarci per giorni nel descrivere ed elencare cover di album intrecciate all’arte, ma per lo spazio a disposizione preferiamo selezionarne solo alcune più famose con diversi stili creativi.

Tra gli svariati dischi che sono entrati di diritto nella storia della musica e non solo, possiamo trovare: Sergeant Pepper’s Lonely Hearts Club Band (Beatles – ’67) un’altra perla della Pop Art.

St.Peppers
Nell’ambito della fotografia come dimenticare la copertina di Abbey Road (Beatles ’69) foto scattata dalla Hasselblad di un certo Ian MacMillan o Strange Days (’67) dei Doors opera del fotografo newyorkese Joel Brodsky richiesto poi da molti altri artisti sino alla sua scomparsa nel 2008.

Tutti poi ricorderanno la grafica di Tommy (The Who – ‘69) creata dall’artista Michael McInnerney.
Per non parlare poi del prisma sulla cover del miglior album mai realizzato sino ad oggi da una band. Quel Dark Side of the Moon dei Pink Floyd uscito nel ’73 e che incanta il giradischi ogni volta che lo si suona.

Dark Side of the moon
Il Prisma grafico, concepito e realizzato per rappresentare le diversità e la perfezione del suono, è stato creato dal designer inglese Storm Thorgerson dello studio Hipgnosis.
Al genio visionario di Thorgerson si sono poi rivolti diversi nomi del panorama musicale come: Muse, Genesis, Black Sabbath, Peter Gabriel, e Led Zeppelin.

Impossibile dimenticare anche Deep Purple in Rock (70’), una rielaborazione grafica raffigurante i volti dei componenti del gruppo scolpiti sul Monte Rushmore al posto dei 4 famosi presidenti americani.

In Rock

Il passare degli anni e l’interazione tra arte, fotografia e computer grafica ha abbattuto ogni limite alla creatività proponendo al mercato delle copertine degli album sempre più originali, accattivanti ed irriverenti.

Soffermandosi a guardare le cover, soprattutto del passato, ogni tanto ho la sensazione di guardare un quadro e come tale da esso traggo ispirazione come dal suono stesso della musica che racchiude.

La musica dunque grazie alla sua diretta semplicità non si può sminuire rapportandola solo ad un suono o ad una voce ma va innalzata ad una forma d’arte che permette di esprimersi su diversi livelli di creatività e talvolta è capace di produrre delle vere e proprie opere d’arte attraverso contenuti sonori e visuali, facendo sognare intere generazioni senza tempo.