Creatività. La pausa costruttiva

pause play

Marzia Zulian

DATA: 24 settembre 2015

C’era una volta la radio, poi è arrivata la televisione, poi internet, e con lui i social.

Tv e radio capirono che, per non soccombere, avrebbero dovuto collaborare con il web e affidarsi ai social.

L’essere umano, animale razionale, un tempo spegneva la radio e la tv per prendersi una pausa dalla sua capacità di ragionare, ora deve spegnere la radio, la tv, lo smartphone, i devices, il cervello, il cervello, il cervello…
Sta di fatto che, quotidianamente investito da milioni di notizie, immagini, suoni, l’essere umano non spegne più il cervello.

Ok, prendiamo atto che si tratti di un processo di evoluzione, ma è pur sempre un animale, ha pur sempre un corpo da accudire, e prima o poi si stanca ed ha bisogno di ricaricarsi.
Per non parlare di quegli esseri umani che ci lavorano con radio, tv, internet: quella specie particolare di esseri umani che vive l’evoluzione dentro e fuori dal campo di sviluppo contemporaneamente: noi.
Noi che diamo vita alla comunicazione, noi che curiamo i social network delle aziende, noi che clikkiamo dalla mattina alla sera (e anche durante la notte), noi che “dobbiamo” essere sempre aggiornati, noi che “dobbiamo” inventarci sempre qualcosa di nuovo.
Noi che “dobbiamo” essere creativi, siamo ormai diventati la specie bipolare del nostro tempo.
E come facciamo a sopravvivere?
Semplice: visto che il cervello non si spegne più, cerchiamo di sfruttarlo al meglio.
Con la Pausa Costruttiva.
Un ossimoro che cela dentro di sè un grande sforzo, quello di costringerci a fermarci e concentrarci su altro.
Fermarsi per rigenerarsi, per mettere in fila le idee, per cogliere l’ispirazione, per ricercare, per considerare altri punti di vista.
Oggi, per creare e inventare è necessario fare, disfare e rifare, ma prima di tutto questo, prima della vera e propria azione, è necessario liberare la mente.
Svuotare per avere uno spazio da riempire.
E’ necessaria una notevole disciplina mentale per interrompere il flusso uniforme dei nostri pensieri con una pausa.
Il verbo italiano “creare”, deriva dal “creare” latino, che condivide con “crescere” la radice KAR. In sanscrito, “KAR-TR” è “colui che fa”, colui che crea dal niente, il creatore. Per creare dal niente è opportuno creare IL niente.
La Pausa Costruttiva è riuscire ad abbracciare la vita in modo più ampio, più aperto, più libero.
La Pausa Costruttiva è uno stato assolutamente soggettivo e libero di essere gestito come meglio si ritiene opportuno.

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Tutto questo vuole essere una riflessione per uno spunto che possiamo applicare in tutti i campi della vita, verso tutte le sue inclinazioni.
L’obiettivo è ispirare un modo di pensare e vivere, dedicato a chiunque abbia avvertito il bisogno di fermarsi e ricominciare allo scopo di ritrovare o mantenere un equilibrio.
Ho voluto dare un nome a questo processo ciclico e l’ho chiamato Pause n’ Play, pausa e azione.

Di seguito il manifesto Pause n’ Play:

Ogni pausa è sempre seguita da un movimento.
Dopo un’azione c’è sempre una riflessione.

Pause n’ play è un metodo.
Essere attivi, mettersi in pausa,
riattivarsi, fermarsi di nuovo.
Capire quando è il momento
di agire e quando è il momento di fermarsi.

Pause n’ play è una filosofia.
Avere la consapevolezza che il nostro cammino
è fatto di momenti a velocità variabile:
rallentamenti, accelerazioni e pause.
Comprendere che ad azione non necessariamente deve corrispondere una reazione
e che la pausa può diventare
un’ opportunità di riflessione.

Pause n’ play è una panacea.
Come il corpo ha bisogno di rigenerarsi,
anche la mente ha bisogno di rallentare
per ripartire più forte e lucida di prima.

Enjoy your #pausenplay moments.