COMBINARE FORME E LINEE È… SUPER-VELOZ

Roberta Rozzarin

DATA: 30 ottobre 2015

Ottobre. Ore 22. Pigiama, piumino e computer alle gambe.
La stalker che è in me aveva preso il sopravvento.
Ogni tanto sono presa da questi raptus di ficcanasaggine e quella sera ero alla ricerca di informazioni sulla famosa graphic designer Astrid Stavro.


In genere non mi soffermo solo a vedere i lavori dei designer che mi piacciono, ho la mania di voler sapere ogni minimo dettaglio della loro esperienza professionale, dei loro studi e anche della loro storia personale quasi a volermi immedesimare in loro per capire ancora meglio lo stile grafico che li caratterizza, i loro approcci al progetto, per dare un maggiore senso a ciò che vedo.
Astrid Stavro riduce sempre l’idea agli elementi essenziali per comunicarne l’essenza effettiva nella maniera più efficace, i suoi lavori appaiono infatti semplici e senza decorazioni superficiali.
Uno dei lavori che per me maggiormente rappresenta il suo approccio progettuale, è la serie di manifesti realizzati per l’“Alliance Graphic International” del 2011 tenutosi a Barcellona. L’ AGI è un’associazione elitaria internazionale che riunisce i migliori grafici, designer e illustratori del mondo, che ogni anno organizza, in un paese sempre diverso, una manifestazione – congresso internazionale in cui vengono esposti temi di grafica.
Per creare l’identità di AGI Congress, Astrid Stavro, con la collaborazione di designer, ha elaborato una serie di manifesti studiati sulla base del sistema modulare tipografico “Super Veloz” disegnato da Joan Trochut verso la metà del ‘900.
Prendendo in prestito una tecnica del passato la vera sfida è stata quella di creare un loro linguaggio visivo. Hanno creato così un alfabeto personalizzato “AGI BCN”, ogni ospite e speaker dell’evento era rappresentato dalle semplici iniziali, e le lettere diventano le protagoniste stesse della campagna.

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Ma quello di cui voglio parlarvi e che rapì ancora di più la mia curiosità quella sera è questo misterioso “Super Veloz”.

Cos’ è precisamente questo sistema modulare tipografico? Di cosa si tratta?
Da dove proviene?
Sfoggiando le mie misere conoscenze linguistiche (sì perché a riguardo si trovano notizie solamente in spagnolo e inglese), ho potuto fare una scoperta interessantissima.

Come detto precedentemente, Super Veloz è un sistema modulare tipografico, ovvero una collezione di forme, linee e decorazioni combinabili che permettevano agli stampatori di creare diversi caratteri e alfabeti, ma soprattutto consentiva di realizzare illustrazioni, logotipi e marchi senza limitazioni e diminuendo drasticamente il costo di produzione.

Ma facciamo un passetto indietro per capire COME è nato e PERCHÉ.
Spagna, 1930, anni della guerra civile. Il giovane Joan Trochut stava crescendo con una solida conoscenza tipografica conferitagli dal padre e con la speranza di nuovi sviluppi tipografici.
Sfortunatamente, però, l’industria tipografica spagnola era molto arretrata rispetto agli altri paesi. Essa consisteva, infatti, in piccole realtà i cui mezzi si limitavano alla sola tipografia e mancavano servizi come la fotoincisione o la composizione meccanica del testo. Tutto ciò rendeva la stampa di una illustrazione un processo più elaborato e costoso, oltre a non permettere agli stampatori di risolvere con grande originalità i propri lavori.
Tra questi stampatori preoccupati per la qualità dei lavori c’era anche Esteban Trochut Bachmann, padre di Joan.
Esteban Trochut, disposto a migliorare la qualità del piccolo tipografo, pubblicò una serie di scritti dove mise in pratica la sua personale maniera di intendere e utilizzare la tipografia. Gli scritti ADAM (Archivo Documentario de Arte Moderno) ponevano l’accento sulla lettera come principale elemento decorativo.
Non si trattavano di manuali teorici su come utilizzare la tipografia, ma sulla pratica della professione con l’obiettivo di stimolare e promuovere l’uso creativo della tipografia nel loro ambito professionale.

In Spagna era comune tra i tipografi modificare con lima e coltello i caratteri di piombo più commerciali, ottenendo così delle nuove forme, anche se modificate in minima parte.
Questa operazione ebbe così successo in Europa che si arrivò al punto di produrre figure geometriche (cerchi, quadrati e triangoli) in piombo che potevano essere combinate o modificate a piacimento dal tipografo.
Esteban Trochut continuò i suoi studi ed esperimenti, e armatosi di lima e coltello iniziò a manipolare queste forme geometriche con la speranza di trovare nuove possibilità espressive.

Sicuramente questi studi rappresentarono l’ottima base da cui poi Joan Trochut elaborò l’idea di creare un sistema tipografico che poteva essere utilizzato come risorsa per illustrare.
Siamo nel 1942 quando il font Super-Veloz viene prodotto per la Fondazione Tipografica Iranzo (Barcellona); questa collezione di elementi cercava di migliorare l’aspetto grafico delle piccole stamperie, oltre che snellire la qualità e rendere economica la produzione.

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Il sistema tipografico parte dal concetto di modulo che diede origine alla tipografia e costruisce un sistema di elementi combinabili. Con il Super-Veloz il pezzo di piombo non si riferisce ad un carattere specifico ma ad una parte di esso. Diversi caratteri, e alfabeti, possono essere costruiti con la combinazione di diversi pezzi del Super-Veloz. Linee o elementi secondari che vengono aggiunti agli elementi principali dando come risultato un’infinità di forme.

Ma la “saga dei Trochut” non finisce qui.

Nel 2004 Alex Trochut, famosissimo graphic designer dei nostri tempi, nonché nipote di Joan Trochut, insieme a Andreu Balius volle onorare il Tipo Super-Veloz attraverso la digitalizzazione e la creazione di una famiglia completa in formato Postscript e True Type, mantenendo tutti gli elementi di questo classico della tipografia.
Attualmente, quindi, è possibile acquistare l’intera famiglia del Super Veloz su Typerepublic e così utilizzare questa tecnica per creare il proprio linguaggio personale o un’illustrazione o elaborare qualsiasi altro progetto per il proprio lavoro.
Esattamente come ha fatto Astrid Stavro nei manifesti per l’evento barcellonese.
Se invece non siete dei professionisti o semplicemente volete divertirti e giocare con questo font a costo zero è possibile farlo a questo link.
Trochut e Balius, infatti, pensarono di creare un compositore che permette di utilizzare tutti gli elementi delle famiglie del Super-Veloz, di modificarne la grandezza, l’inclinazione e il colore e creare la propria opera.

Quindi che dire… COMBINATE FORME A SUPER-VELOZITÀ!
Mi sono divertita anche io a farlo! 😉

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