5 cose che ho imparato al Rimini #SocialMediaStrategies 2017

Cinzia Lucato

DATA: 17 novembre 2017

Si è concluso da appena una settimana l’evento di riferimento per il mondo dei social network, con importantissime novità in tema di contenuti, tecnologie, applicazioni e, naturalmente, strategie di comunicazione sui social media.

Piadina con lo squacquerone a parte, ci sono ancora moltissimi input da digerire: ve li racconto in questo post.

 

5 cose che ho imparato a #SocialMediaStrategies 2017

 

1. La soglia di attenzione di un essere umano è di 8 secondi

…ed il pesce rosso ci batte in performance per un secondo. Questo vuol dire che i contenuti che postiamo online dovranno essere sempre più coinvolgenti e interessanti per battere la nostra stessa soglia di attenzione, così bassa: non possiamo che farci trovare pronti di fronte a questa sfida.

2. Dire, fare, postare, chatbot, test…

sempre di più sarà importante dotarci di strumenti specifici per arrivare lì dove la componente umana non riesce: customer care in piena notte, soprattutto se si tratta di un e-commerce, risponditori automatici preimpostati per consigliare i clienti nella scelta del prodotto: l’automatizzazione potrà pure essere fredda ma ci sa dire molto sul nostro cliente, quindi vale la pena testarla.

3.  Facebook sbaglia, e noi paghiamo

La leggenda metropolitana del “se metto in pausa una campagna che inizia ad avere un costo per azione troppo alto, e poi la riattivo dopo qualche giorno, il costo scende” si conferma vera: Facebook insomma ha le sue limitazioni, e sta a noi social media strategists mantenere sempre attivo un certo spirito critico nei confronti di questo mezzo che è fondamentale ma non infallibile.

 4. Faremo tutti video?

Dal rapporto Ogilvy 2016 in poi, tutto l’anno in corso è stato caratterizzato dal mantra “i video sono in aumento, e tutti faremo video”: ma è davvero così? Se l’attenzione si sta spostando su questo formato, è anche vero che è meglio mantenere la calma: possiamo fare la differenza solo se abbiamo un buon contenuto, o quantomeno un modo innovativo di utilizzare lo strumento.

 5. Usiamo la creatività reinterpretando gli standard

I formati sono fatti per essere testati e le creatività per essere reinventate: se in bacheca una raccolta di fotografie viene visualizzata in un formato a 4 quadrati, usiamoli per raccontare qualcosa di nuovo e sfruttiamo le forme per fare la differenza. La reach organica potrà pure essere morta, ma è dovere di ogni social media strategies fare di tutto per ottenere il meglio anche dai post che non sono sponsorizzati, dove la creatività è l’ingrediente principale.


Che ne pensate?

Buona formazione!

Cinzia