Dalle scie chimiche alle catene: strategie di sopravvivenza web
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Dalle scie chimiche al click baiting: strategie di sopravvivenza web

strategie di sopravvivenza web

Dalle scie chimiche al click baiting: strategie di sopravvivenza web

Recentemente sono stato ad un incontro in cui si parlava di bambini e ragazzi in rapporto all’uso di internet, dei programmi di messaging, di chat e di “social network”.

Ti aspetti di sentir parlare di tanti termini tecnici, di parental control, e invece è stata una lunga chiacchierata sull’educazione all’uso di questi strumenti. Ma soprattutto sulla mancata educazione degli adulti. Il tutto spiegando le cose con una naturalezza tale che mi sono sentito uno sciocco, soprattutto perché non mi consideravo uno sprovveduto.

Passa una settimana e mi arriva un messaggio vocale, una mamma che avverte della presenza, a pochi chilometri da casa mia, di un furgone con scritte e disegni ben riconoscibili, a bordo del quale un uomo adesca i bambini. Associazione di idee: una persona che ha la mia fiducia me l’ha girato, quindi la fonte è attendibile.

E invece no.

Una bugia amplificata mediaticamente dal messaggio vocale diventato fortemente virale nei social network.

Cosa ci insegna questa vicenda?

La chiacchiera da bar, il commento denigratorio e anche offensivo che spesso si sente al bancone mentre si sorseggia il caffè, ha una valenza del tutto diversa quando fatta per iscritto, perché in questo caso più che mai “verba volant, scripta manent”. Tutto quello che scriviamo e postiamo rimane nella rete. La rete ha più memoria di noi.

Quanti di noi leggono quasi quotidianamente post pubblicati da amici che inneggiano a miracolose cure sul cancro? E cosa dire delle scie chimiche? Quante volte leggiamo di notizie che “i poteri forti” ci vogliono tenere nascoste?

Il fatto che a pubblicarle e condividerle siano persone che conosciamo crea una falsa sicurezza “anti bufala” che non ha invece alcun fondamento. Una caratteristica peculiare dell’uomo è proprio sopravvalutare le proprie capacità.

Rimaniamo con i piedi per terra, verifichiamo le fonti. O faremo la figura degli sciocchi che guardano tutti dalla stessa parte senza nemmeno sapere il perché.

Per fortuna ancora una volta il caro signor Google arriva in nostro aiuto: sta infatti mettendo a punto un algoritmo che premierà i siti web in base all’attendibilità dei contenuti che pubblicano. Chi basa la propria strategia sul click baiting,  diffondendo scoop e bufale, farebbe meglio a cambiare idea.

IL CONSIGLIO

Nel frattempo ecco 2 tool utili per iniziare a scovare le bufale: LazyTruth ed Emergent.

Diego

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